Il dimensionamento è una componente fondamentale del progetto di una macchina, è una fase prettamente ingegneristica che tende inevitabilmente ad irrigidirsi sulle relazioni fisiche che la sostengono. Una fase che concede poco o niente alla creatività, però per contro, è per essa di grande stimolo in quanto suggerisce punti di vista e visioni irraggiungibili con un approccio antropico. Determinare le dimensioni di una macchina, si traduce nell’applicare modelli matematici in grado di descrivere i fenomeni fisici coinvolti nel suo funzionamento. Stupisce, ogni volta che si esegue un dimensionamento sia esso strutturale, oppure funzionale in senso stretto come quello fluidodinamico, la valenza estetica assunta dalle distribuzioni spaziali di sollecitazioni, velocità, pressioni, quando esse vengano rappresentate. Stupisce ancora di più il dover constatare che, quando la forma di un oggetto è determinata da leggi fisiche, qualsiasi tentativo di abbellimento ha effetto negativo, mentre una forma non ottimizzata dal punto di vista delle sollecitazioni o in generale dei fenomeni fisici di cui è sede, migliora sempre anche esteticamente quando la si riveda in questo senso.  Le immagini in vetrina illustrano principalmente dimensionamenti fluidodinamici eseguiti a partire dal 1977. Le immagini relative a particolari disegnati prima del 1989 sono state ricavate dai tracciati originali eseguiti al tecnigrafo, quelle dal 1989 al 1994 sono state ricavate da disegni CAD bidimensionali, quelle successive al 1994 direttamente dal file CAD di modellazione tridimensionale. Le immagini sono accompagnate dalle date e da alcuni dati sperimentali di caratterizzazione rilevati durante le prove di validazione del prototipo. Fatta eccezione per quelle siglate “NP” tutte le immagini in vetrina sono relative a componenti passati alla fase di industrializzazione.