Quando l’oggetto del progetto non è ne un pezzo unico, ne una singola macchina da riprodurre in grandi lotti, ma una serie omogenea di macchine o dispositivi, il peso delle attività che ruotano attorno allo studio della architettura costruttiva diventa preponderante.
Il motivo di ciò risiede nel fatto che lo sviluppo di una “gamma”, in grado di coprire un ampio campo di funzionamento, implica la specializzazione produttiva che a sua volta richiede impianti di produzione appositamente predisposti, gli investimenti cioè diventano notevoli e l’aspetto economico assume un ruolo fondamentale.
Il costo di produzione assume allora lo stesso peso della funzionalità nella determinazione della architettura costruttiva perché, se si opera in un sistema economico sano, gli investimenti possono rientrare solo se la macchina è economicamente competitiva.
I vincoli funzionali o tecnologici sono in genere i più facili da soddisfare, quelli che invece richiedono più impegno di risorse, sono quelli legati alla gestione della produzione quali ad esempio:
– Minimizzare il numero di componenti da gestire come pezzi di ricambio.
– Utilizzare finché possibile lo stesso getto per più componenti per ottimizzare il rapporto qualità/prezzo dei piccoli lotti.
– Rendere possibile il pre-assemblaggio, eventualmente automatizzato, di sottogruppi di componenti
– Rendere massimo il numero di combinazioni utili con il quale è possibile assemblare tra loro sottogruppi di componenti.
In ogni caso sarà una idea che riguarda lo schema costruttivo a permettere di soddisfare tutti i vincoli imposti dai dati di ingresso.
Tanto più numerosa è la serie e più complessa è la macchina tanto maggiore è la quantità di informazioni che bisogna elaborare per arrivare a definire una architettura costruttiva adeguata. 
Progettare una gamma di macchine significa in definitiva prevedere un “piano di intercambiabilità delle parti”.
Il costo della singola macchina e molti parametri che determinano il costo di esercizio, quali l’affidabilità, la facilità di manutenzione, la flessibilità di impiego; possono cambiare radicalmente a seconda delle scelte effettuate nell’immaginare tale piano e la architettura costruttiva che lo realizza.
La pagina 4 riporta ordinati cronologicamente ,alcuni progetti di macchine o di loro sottoinsiemi eseguiti a partire dal 1977.
Essi si riferiscono a progetti che hanno superato la fase di validazione e sono passati alla fase di industrializzazione, come si vede dalla data di validazione, alcuni di essi sono in produzione da molti anni e sono stati prodotti in decine di migliaia di esemplari.
Tutti sono caratterizzati dalla presenza più o meno evidente di una pianificazione di gamma.
Ognuno dei progetti è accompagnato da una breve descrizione.